Autres Yeux – Booktrailer

Agosto 1, 2009 di Matteo Innocenti

Poesie varie – Seconda declinazione di viaggio

Ottobre 18, 2009 di Matteo Innocenti

Ho visto uomini sufi volteggiare
sul loro asse e crini di cavallo scomposti
ricarezzati dal vento
grani di sabbia grossi e potenti
come voci lumeggiare di riflesso sul cielo viola
sono stato sotto la luna più accesa del mondo
vera faccia della bonomia umana dove
mani s’incrociavano in segno di resa e accordo
dopo la fatica dello scontro
ho scostato canne di bambù usate come braccia
aguzze per la caccia e la pesca
in filari di capanne allattatoio comune
e le mosche tze a contorno della melma
li ho sentiti dissanguarsi secondo riti tribali
per mordere il demonio alla faccia
battere battere il tempo intorno
cadaveri galleggianti in direzione perpetua o
corpi vivi solo ossa
su punte irte di ferro
una mia meditazione dietro il monte sacro
a cibarmi di rape e allucinazioni pressoché dormendo
e riprender la coscienza dopo averla distrutta
trottai coi cavalli su ali infinito ioniche
fino a sentirmi addosso mille sguardi in vetta
all’ascolto di un afflato lieve
che era giunto il tempo
dal limite dello stare, dal limite dell’esserci
lui così prossimo al nulla
liminare per pietas tra la zona nostra
e quella dell’eternità
l’entità proferì e tacque

la poesia germina nell’errore
la bellezza germina nell’errore
questo ti sia l’ultimo viaggio
possibile.

René & Radka

Agosto 1, 2009 di Matteo Innocenti

Post-it tips : Duchamp

Maggio 27, 2009 di Matteo Innocenti

Marcel Duchamp
Nu descendant un
escalier
all’arte
che non domanda
per non domandarsi
troppo, gioco di dadi
con accesi sigari, tale
è Selavy se vi appare

un curioso gioco dell’hazard
che vale almeno quanto
il fato più la provvidenza
e c’è proprio Dio
(o meglio la nostra idea)
in quel Mutt pisciatoio
rovesciato

è lì che vi ho visto la vergine
in maternità, silhouette
anticipante suggerendo
una ventre venuta del cristo
poi
macchine onanistiche per
eccellenza e la sposa
tendenzialmente abusata
da tutti i tabù -
dal madre incesto
al sesso libero
nel cioccolato

…sbuca dalla tenda
guardando dal buco
d’una serratura l’artista
che non risponde
altro che di – e a – sé stesso,
magari neppure,
da..da..

Art – Igor Eškinja

Maggio 22, 2009 di Matteo Innocenti

VitaBizzarradelKillerK – l’impiegato

Maggio 22, 2009 di Matteo Innocenti

Come prevedibile furono le avanguardie per prime a perdere la pazienza, un centinaio di mani iniziarono a sbattere sugli infissi. Cori modulati ne accompagnavano l’esito.
“Apri! Ti aiutiamo noi a prenderli!”
“Idiotaaa!”
“Non ce la puoi fare da solo!”
“Ma si può! Figlio di puttana!”
Macché, l’impiegatuccio non dava retta, o era testardo oppure lo affliggeva anche la sordità.
“Apri! Apri! Apri!”
Si era proprio nel momento che precede la rivolta, a un soffio dal pandemonio. Dal fondo alcuni facinorosi ordinarono che a catena, cioè in alto di mano in mano, si facessero arrivare alla testa del commando utili attrezzi di fortuna: il manubrio di una bici, sedie varie, il palo di un cartello stradale, flaconi vuoti di detersivi riempiti con sassi. S’accettava ogni oggetto adatto a sfondare. Allora sulla cadenza dei colpi insistiti e per la consistente minaccia di crollo vetri l’uomo storto si confrontò con il dato reale.

Poesie varie – Quarta declinazione di viaggio

Maggio 21, 2009 di Matteo Innocenti

Il suo corpo
epidermide lieve
e ondulata
rifugio di carezze o
ipotesi per labbra
tratto dopo tratto
percorrerlo
osarne ogni forma come a
inarcarsi lungo discese
per risalire infine
il sacro respiro

il suo corpo si schiude
in avventura e
vagare infinito carnale
diventa la mia
ossessione
a contatto
della sua pelle.

Art – David LaChapelle

Maggio 7, 2009 di Matteo Innocenti

VitaBizzarradelKillerK – Eva

Maggio 7, 2009 di Matteo Innocenti

Piccole consolazioni momentanee, per niente adatte a placare le foghe di uno spirito giovanile. Per dar ragione e senso a quell’esistere, soprattutto all’insufficienza epidermica, necessitava qualcosa d’assai più sostanzioso. Infatti la conclusione a cui il ragazzo era giunto in ultimo appello, conclusione che ora gli veniva confermata dal presente in atto, era l’inversione della dominante. Cioè se lui era un uomo chiaro per spuntarla doveva combattere quanto gli risultasse più scuro, il che – data l’ampiezza spettroscopica del proprio fulgore – si traduceva in tutto il resto ad esclusione di sé. In tal maniera Eva era razionalmente giunto ad odiare l’intero genere umano senza alcuna esclusione, in un impeto di purismo democratico. Del resto chi aveva intorno? Solo mosche negre, sempre negre dentro la sua percezione distorta, a volteggiar nel nulla. Ancora peggio quando gli insetti cercavano d’esprimersi, lì esibivano un infantile stillicidio d’inettitudini apprensioni e sentimentalismi. Mai davvero mai che si arrivasse al sodo, ovviamente non dell’uovo bianco.

Art – Loris Cecchini

Maggio 7, 2009 di Matteo Innocenti

Poesie varie – Lugubre

Maggio 7, 2009 di Matteo Innocenti

Lugubre guardare stonato
di due occhi insistenti
al momento crettato
che già è rottura

mi scrutano mobili
a chiedermi di quale
colore avrei il cuore
semmai, ma non rispondo

vorrei piuttosto
che l’attimo svanisse
per la ricerca
di un diverso inizio.

La Storia che confonde
sempre ci ha storditi,
dalle sue trame
posticce irreali,

dal fanatismo logico
e dell’amore buono

e là
lumeggia il miraggio
che è ambizione non
raggiungibile,

quel sacro giorno
che si vorrebbe ricco pari
a tempesta di diamanti
sa di vetro fragile

così le anime unite
nella scena dell’eterno;

ebbene io replicando
al tuo sguardo
mai mai mai
ho saputo accettarne
il senso.

Art – Benoît Pailley

Aprile 2, 2009 di Matteo Innocenti

VitaBizzarradelKillerK – X

Aprile 2, 2009 di Matteo Innocenti

Qualcuno gli sussurrò di correre un pochetto, giusto per togliersi il formicolio di dosso che non si sa mai. Santi i santi, quanto gli pesava la bocca! Nemmeno c’avesse dentro la calce. Possibile che avesse un procione sulla spalla? Possibile, altresì, che lo avessero drogato di rimpiatto anzitempo con roba più strana? Ni, valutando a mente ghiaccia. La stessa mente che gli faceva di botto pensare a del formaggio duro scivolatogli in gola. Così mangiava meno ma beveva di più, degli alcol vischiosi, con i presenti che ripetevano – senza onta di averlo già detto – eh no colonnello, stasera non ci si rifiuta! Allora caspita sì che ne ingurgitava di miscele composte, con una tal dedizione da giungere a tramutarsi, e qui l’ordine era moralmente logico, in liquido. Come tale scorreva nelle fogne di una metropoli dalle bassezze inimmaginate, lui uccello bellissimo ed evanescente a spiccare il volo notturno. Sospeso sulle ali guardingo scopriva che oltre le murate di cemento, oltre i vetri delle torri, oltre i cornicioni dopo i cornicioni, sui tetti appunto, si poteva trovare qualcosina, un pertugio, foss’anche solo una minima porta. Chi se lo sarebbe aspettato? Al pari di un tuffo al cuore puntò al varco stretto e vi entrò. Non lo avesse mai fatto! Rosa pieno, viola, porpora, tonalità sempre più scura, marrone acerbo, nero.

Art – Emerging Talents

Marzo 18, 2009 di Matteo Innocenti

Poesie varie – Amore al supermarket

Marzo 18, 2009 di Matteo Innocenti

Che un amore
potesse resistere
a questa pioggia
non lo credevo,
ma che la vita
si rafforzasse
su un carrello da spesa
neanche.

Quando siamo entrati,
un impermeabile (da fanfara) io
e le tua breve gonna scozzese,
ho pensato che sarebbe finita;
c’era forse un futuro
tra i fagioli
in scatola i piselli
e l’ammasso atroce di carni?

Crudeltà prima e la ghiacciaia
degli affetti, poi.
Tra i surgelati:
mi vuoi ancora bene? really
non stai fingendo?

Ho forse la faccia di uno che finge
qui dietro al dentifricio?

Ebbene lei occhieggiava ciglialunghe
tra reparti antitetici,
e io incerto sul suo desiderio
che fosse di shampoo per chiome
o per certo vitello triturato
fine a bocconcini primavera.

Quando alle 21 ogni cosa ha chiuso
siamo stati pregati, come Dei,
di recarci in esterna.
Paghi pago, io lascia fare a me,
in fondo
lo sai adesso chi sono.

Così le ruote a scorrere
mentre c’incamminavamo
in vista del culo auto laggiù,
ad alzar le borse svelti
grigiore e gonnellina
per riabbracciarsi a casa.

Home
sento ancora oggi
insistente
dal presente fantastico
di ste rotelle che dominano
le vite che, vroooommm:
era chiaro amore.

VitaBizzarradelKillerK – X

Marzo 18, 2009 di Matteo Innocenti

X dopo i bagliori di parziale lucidità era sprofondato in un torpore sognante, indotto da una forma lieve di coma etilico. Nel delirio il ragazzo, divorato da una nausea tremenda, s’illudeva di risalire alle cause prime del dolore (credo di quello fisico, dal sapore più fanciullesco, dato che il tormento interiore non gli apparteneva). Con speciali guanti al lattice penetrava nella gabbia del proprio stomaco per massaggiare le budella appesantite e sciogliere le trame attorcigliate degli intestini. Proprio lì s’imbrogliava in un passo falso, per aver toccato qualcosa di sbagliato in un botto gli scoppiavano la pancia e la faccia riducendolo a un povero fantoccio sfregiato. Perdeva ettolitri di sangue dai fori ed era costretto ad accasciare quel suo corpo linguaggio, in paziente attesa della dipartita. Sì, ma quando?

Post-it tips : Le voyage la nuit

Febbraio 28, 2009 di Matteo Innocenti

celine-p2Ruzzolar di parole giù
in discesa che s’inseguono
o meglio
parola mangia parola
nel cannibalismo del linguaggio…

…la terribile tosse
del dottor Destouches
insistente
come una sessione jazz
scomposta a orbitare
nella gola

era farsi di scrittura
già disfatta nell’oblio
come un suono
e nient’altro,
né più né meno di tre
puntini d’inchiostro

sul mondo intero
un nero sapore di miseria
umana

Art – Emanuele Becheri

Febbraio 28, 2009 di Matteo Innocenti

VitaBizzarradelKillerK – Prof.Semenza

Febbraio 28, 2009 di Matteo Innocenti

Nel pieno del soliloquio gli s’illumina il cellulare, si sente disturbato di netto. Poi uno squarcio alla base dello stomaco, discendente fino al muscolo crimasterico. Il messaggio chiede:
“Insomma, non mi vuoi conoscere?”
E’ lei, che fa la civettuola. A lui la sorpresa lo sconquassa, il corsivo lo arrapa, allora si alza dalla sedia e quasi sviene. Come galleggiasse in un sogno il prof. Semenza nel giro di un’ora si ritrova ad azzuffarsi sul proprio letto zitello con la giovane allieva. E’ il secondo essere femminile in assoluto, non considerando le professioniste del settore altresì dette mignotte, con cui copula in libertà. Cerca di prenderla, di girarla, d’invitarla, di costringerla, urlacchiano a ritmo sfalsato come i cani nel bosco. Al termine lui la rende partecipe al proprio stupore.
“Oddio non credevo, ci arrivassimo così presto, nomhhmhhh?”
“Perché fai sempre quel verso?”
“Qualemhhh?”

Post-it tips : Il Braccio di Georg

Febbraio 26, 2009 di Matteo Innocenti

La grande notte in bianco Il piccolo Baselitz
(già correva una lunga notte bianca)
tra le correnti d’afa
si masturbava a braccio
per non saper che altro fare
di quel complesso
mondopisello

gli eventi sommati davano niente
solo il preannuncio di un’inutilità
congenita, le azioni al futuro?
mai che divenissero
un divenire davanti

nell’ora concreta dei fatti allora
quel ragazzino tutto pepe si sbottò
e basta, qualcosa là messo fuori
perché fosse strattonato

esuegiù una parentesi di cielo
e di luna infinita come lotta,
come sosta, come estasi nel piacere
d’identità finalmente massacrata

e oh a furia di schizzi e sgraffi
fuori e dentro la tela
il monellaccio censurato a ovest
le gambe levate controvento est

nel più alto urlo sonoro
della sua vita cercò
l’espressione richiamo
allo scoppio del nuovo giorno

che fosse il domani magari:
fine dell’uomo occidentale
(o almeno suo ridimensionamento
di vero idiota col coso in mano)

se poi glielo avessero chiesto
che stesse facendo
neppur cessando avrebbe
risposto niente, attenderei

prossima la fine d’una

placida infuocata
insonne notte bianca
con la finestra aperta
al luccicar di stelle.